Nei prossimi mesi gli appassionati di astronomia avranno l’occasione di osservare un nuovo visitatore del Sistema Solare interno. Si tratta della cometa C/2025 A6 (Lemmon), individuata per la prima volta lo scorso gennaio dal Mount Lemmon Survey, un programma che scandaglia costantemente il cielo alla ricerca di asteroidi e comete potenzialmente vicini alla Terra. Inizialmente scambiata per un asteroide, Lemmon è apparsa come un puntino debolissimo, con magnitudine +21.5, oltre un milione di volte più fioca della soglia della visibilità a occhio nudo. Solo immagini successive hanno rivelato la sua vera natura cometaria.
Un ritorno dopo 1.350 anni
I calcoli dell’orbita, effettuati dall’astronomo giapponese Syuichi Nakano, mostrano che la cometa raggiungerà il perielio (il punto più vicino al Sole) l’8 novembre, a circa 79 milioni di km dalla nostra stella. Poco prima, il 20 ottobre, Lemmon passerà nel punto più vicino alla Terra, a 89 milioni di km.
Secondo le stime, il suo periodo orbitale è di circa 1.350 anni, ma l’incontro ravvicinato con Giove avvenuto lo scorso aprile ha modificato la sua traiettoria, accorciandolo di circa 200 anni.
Quanto sarà luminosa?
La grande domanda è: potremo vederla a occhio nudo?
Le previsioni restano incerte. Alcuni esperti, come Seiichi Yoshida e Gideon Van Buitenen, stimano che la cometa potrebbe raggiungere la magnitudine +4 o +5, sufficiente per essere visibile senza strumenti da cieli bui e privi di inquinamento luminoso. Altri, più prudenti, parlano invece di magnitudine +7: troppo debole per l’occhio umano, ma osservabile con un buon binocolo.
In ogni caso, Lemmon sembra destinata a essere una delle comete “più brillanti” della sua categoria, anche se non raggiungerà la spettacolarità della cometa C/2024 G3 ATLAS, apparsa a inizio anno.
Dove e quando cercarla
- 6 ottobre: la cometa si troverà nella costellazione dell’Orsa Maggiore, vicino alla stella Tania Australis, visibile nelle prime ore del mattino;
- 12 ottobre: inizierà a mostrarsi anche al tramonto, bassa sull’orizzonte nordoccidentale;
- 16 ottobre: sarà in prossimità della stella Cor Caroli (Cani da Caccia);
- 22 ottobre: un’occasione speciale: Lemmon brillerà poco sopra la luminosa stella Arcturus, nella costellazione di Boote.
Le osservazioni migliori saranno possibili con binocoli o piccoli telescopi, specialmente da luoghi lontani dall’inquinamento luminoso.
Una chioma verde e una coda gassosa
Le immagini già disponibili mostrano una tonalità verdognola, dovuta alla presenza di dicarbonio, una molecola che emette luce verde se eccitata dai raggi solari. La coda della cometa sembra essere composta prevalentemente da gas, più tenue e bluastra rispetto alle spettacolari code di polveri osservate in altre comete.
L’imprevedibilità delle comete
Ogni previsione va presa con cautela. Le comete, infatti, sono notoriamente imprevedibili: alcune si illuminano all’improvviso sorprendendo gli osservatori, altre invece deludono le aspettative.
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