Adesso è pressoché ufficiale: Noumory Keita sarà il primo giocatore di origini africane a vestire la maglia della nazionale italiana maschile di pallavolo. La conferma è arrivata direttamente dal presidente FIPAV Giuseppe Manfredi, che ha praticamente posto fine al tormentone che aveva animato i mesi scorsi. “Abbiamo avviato i contatti con la federazione del Mali per procedere con tutte le carte previste dalla nuova regolamentazione FIVB riguardo alla naturalizzazione dei giocatori stranieri”, ha spiegato il numero uno federale, spiegando però che prima di vedere il giocatore di Verona in maglia azzurra dovrà passare più di un anno.
- Iter avviato, parte il countdown: obiettivo mondiali 2027
- Dopo Rychlicki, De Giorgi attende un altro passaporto chiave
- 10 milioni per le palestre, le polizze con i club, il riposo delle big
Iter avviato, parte il countdown: obiettivo mondiali 2027
Prima di poter rispondere alla chiamata di De Giorgi, Keita dovrà fare un passaggio non di poco conto: dovrà ottenere la cittadinanza italiana, e dal momento che è sbarcato a Verona nell’autunno del 2022, i tempi per poter ottenere i documenti necessari per richiedere il passaporto sono ormai maturi.
“Keita gioca in Italia da più di tre anni, pertanto ha tutti i requisiti per poter procedere con quanto ha intenzione di ottenere. È chiaro che non ci sono i tempi tecnici per pensare che possa perfezionare l’iter entro la prossima estate, ma l’obiettivo è di riuscire a concretizzare la procedura entro l’estate del 2027, consentendo al giocatore di rendersi eleggibile per la nazionale in vista dei prossimi campionati del mondo”.
E di conseguenza Keita sarebbe arruolabile anche per Los Angeles 2028, il grande obiettivo al quale l’Italia del volley maschile vuol ambire nel quadriennio olimpico corrente, anche perché in fondo l’oro alle olimpiadi rimane l’unico metallo sempre sfuggito alla selezione maschile. Un vuoto da colmare proprio nel torneo che verrà disputato in California tra poco più di due anni.
Dopo Rychlicki, De Giorgi attende un altro passaporto chiave
De Giorgi ha da tempo messo Keita in cima alla lista dei desideri, e la federazione si è messo per accontentarlo. Dal Mali si attende la documentazione che attesti che effettivamente il giocatore non abbia partecipato a impegni ufficiali della nazionale africana, ma solo a partite esibizione (che non sarebbe una pregiudiziale in ottica della sua eleggibilità in azzurro).
Dopo aver lavorato alacremente per consegnare al CT l’opposto di origini lussemburghesi Rychlicki, che ha fatto parte della selezione che ha vinto l’ultimo mondiale nelle Filippine, ora la FIPAV ha deciso di andare all in con Keita, che può giocare sia in posto 4 che in posto 2, e che rappresenta dunque una carta più spendibile in ogni contesto di gioco.
A Verona il maliano sta disputando una stagione ad alto livello, che però domani sera è giunta al punto di non ritorno: senza una vittoria in gara 4 all’Eurosuole di Civitanova, la corsa della Rana Verona si interromperebbe a un passo dalla finale scudetto, dopo che a febbraio è arrivata la prima Coppa Italia della storia.
10 milioni per le palestre, le polizze con i club, il riposo delle big
Manfredi, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha parlato anche della volontà della FIPAV di intervenire a livello strutturale (“In Italia ci sono tanti ragazzi e ragazze che vorrebbero giocare, ma mancano le palestre per ospitarli: vogliamo destinare 10 milioni di euro per riuscire a creare nuovi spazi e ammodernare impianti oggi vetusti”) e pure della volontà di non assistere più a casi come quelli di Lavia, che s’è infortunato in azzurro senza una polizza assicurativa stipulata precedentemente.
“Trento ha pagato un dazio carissimo in campo, la federazione s’è vista recapitare un conto salato fuori. Bisogna cercare di evitare che si ripresentino situazioni simili: alle società abbiamo chiesto di fornirci i dati contrattuali dei giocatori per modulare le polizze e proteggere sia gli atleti che i club, che non debbono rimetterci in alcun modo. Avevamo un’assicurazione sugli infortuni, ma serve fare uno step maggiore”.
Chiosa finale anche sulle donne e sul riposo concesso a Orro, Egonu, Sylla e Danesi in vista della VNL: “Saremmo stati disponibili a lasciar loro tutta l’estate 2026 se l’avessero voluto, ma hanno fatto sapere che a EuroVolley non vogliono mancare. È un sintomo di grande attaccamento alla maglia azzurra, e se Velasco ha acconsentito sa quello che fa, perché lui è un vero fenomeno”.
