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Maradona aveva previsto gli hydration break: un’intervista di 8 anni fa sul calcio negli Usa virale sul web

Diego Armando Maradona aveva profetizzato i discussi hydration break 8 anni fa: sul web è diventato virale il video di una vecchia intervista in cui il “Diez” prevede che, con l’assegnazione del Mondiale 2026 agli Stati Uniti, le partite del torneo sarebbero state spezzate in 4 tempi “per infilarci la pubblicità”.

Maradona e i Mondiali negli Usa

Per il web è la profezia di Maradona, per chi conosce bene Diego è solo la conferma dell’intelligenza del Pibe de Oro, della sua capacità di leggere in anticipo il calcio non solo sul campo da gioco, ma anche nelle sue dinamiche politiche, sociali e commerciali. Parliamo di un video di 8 anni fa, divenuto virale sui social nelle ultime ore, nelle quali Maradona commenta negativamente l’assegnazione dei Mondiali 2026 a Stati Uniti, Canada e Messico.

Maradona e la profezia sugli hydration break

Nel video Maradona è ospite di “De la mano del 10”, trasmissione che andò in onda su TeleSur nel 2018, durante i Mondiali in Russia. Il conduttore chiede a DIego di commentare la notizia, allora ancora fresca, dell’assegnazione della Coppa del Mondo 2026 a Usa, Canada e Messico. “Non mi piace – dice subito Diego – non mi piace assolutamente”. “Ma c’è passione!”, ribatte l’interlocutore. “Ma quale passione, non c’è passione”, ribatte Diego prima di pronunciare la sua “profezia”. “Gli americani che volevano fare? Quattro tempi da 25 minuti per metterci la pubblicità. Ne abbiamo già parlato: 100 minuti dobbiamo giocare, secondo loro”.

Il piano degli americani, denunciato da Diego, ha evidentemente funzionato, portando all’introduzione dei tanto discussi hydration break. Se fosse ancora vivo, Maradona, che si è scagliato contro la Fifa per tutta la sua vita, avrebbe sicuramente detto la sua sulle pause a metà tempo che hanno già cambiato il volto del calcio. Ma l’anticonformismo e la sua incapacità di tollerare le ingiustizie avrebbero di certo portato Maradona a evidenziare le altre contraddizioni di questi Mondiali, ben più gravi degli hydration break.

Mondiali 2026, quanto manca Maradona

Chissà che avrebbe detto Diego dei visti negati dagli Usa a giocatori, tifosi e persino a un arbitro provenienti dai paesi non-europei, o delle angherie subite dai calciatori dell’Iran; delle perquisizioni subite dalle nazionali di Uzbekistan e Senegal fino ai rapporti sempre pià stretti tra il presidente della Fifa Gianni Infantino e quello degli Stati Uniti Donald Trump, che fu già bersaglio in passato delle sue invettive contro l’imperialismo americano.

Nel 2019 a Maradona fu negato l’ingresso negli Usa proprio per le dichiarazioni contro Trump, pronunciate un anno prima: nel 2018, infatti, El Pibe aveva definito The Donald “un burattino”. Considerata la vicinanza del Diez alla chavismo venezuelano, a Cuba e alla Palestina, scommettiamo che, se fosse ancora vivo, Diego avrebbe oggi parole ben più sferzanti e colorite per l’inquilino della Casa Bianca. Parole di un’icona che, nel torto o nella ragione, non ha mai avuto paura di esporsi, a differenza di gran parte dei fuoriclasse di oggi.

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