“Durante la gravidanza per una settimana ho spento Instagram: mi faceva molto bene.” Anna Beduschi, una di noi: sentirsi perennemente ad un reel di distanza dal ruolo di madre perfetta è altamente probabile, anche se nella vita reale sei la country manager Italia di una delle app di meditazione e respirazione più diffuse in Europa con 11 milioni di utenti, Petit BamBou. Che a partire dal mese di giugno propone due nuovi programmi dedicati alla gravidanza e alla genitorialità consapevoli: “Vogliamo offrire un momento di respiro, dove ogni genitore possa ritrovare sé stesso, al di là dei modelli ideali e delle pressioni quotidiane”.

La maggior parte delle persone con figli piccoli è affaticata, ma per alcuni lo sforzo di essere genitori inappuntabili può degenerare in burnout. Nonostante le principali agenzie sanitarie lo classifichino come fenomeno legato al lavoro, i dati recenti raccontano un altra storia. Secondo un’indagine condotta ad aprile 2024 negli Stati Uniti, il 66 per cento dei genitori si sente isolato nel proprio ruolo e il 62 per cento dichiara di sentirsi esausto. Un quadro che evidenzia quanto il carico mentale abbia un impatto crescente sulla salute psicologica dei genitori. In Italia, solo il 32 per cento dei genitori sente di avere sotto controllo le difficoltà legate al proprio ruolo, mentre il 44 per cento individua nella gestione di capricci e crisi di rabbia la sfida principale nel crescere un figlio.
In questo contesto si inserisce Mindful Parenting, un percorso di dieci sessioni ideato e guidato dalla psicoterapeuta e istruttrice di mindfulness Nicoletta Cinotti: “Molte delle nostre reazioni come genitori non nascono da ciò che accade nel presente, ma da automatismi e condizionamenti profondi. Tra questi, un ruolo fondamentale è giocato dal cosiddetto ‘danger schema’, un meccanismo di allerta inconscio che ci porta a interpretare come minaccia ciò che è, in realtà, solo un’emozione non elaborata. Imparare a distinguere tra paura e pericolo diventa così un passo fondamentale per rispondere con maggiore lucidità e sensibilità”.
Un elemento centrale è il concetto di reparenting: la capacità di prendersi cura di sé stessi con lo stesso amore e la stessa attenzione che si desidera offrire ai propri figli. Con indulgenza, perché la strada che conduce al cambiamento è lastricata di imperfezioni. Tanto vale accoglierle, e aprirsi al possibile fin dall’inizio del viaggio. Anche durante i nove mesi della gravidanza, quando è di vitale importanza non lasciarsi permeare da paure, sensi di colpa e aspettative sociali. Per la app di meditazione con il logo del piccolo bonzo sorridente, la coach di embodiment femminile, yoga e mindfulness Beatrice Mazza ha realizzato Gravidanza Consapevole, un percorso che esplora temi quali la connessione con il proprio grembo, il respiro profondo, la gestione delle paure, la fiducia nella propria forza interiore e la preparazione al travaglio, completato da suggerimenti su postura, respirazione e movimenti consapevoli per preparare corpo e mente alla pratica. “Ogni meditazione è un invito accogliere il cambiamento con dolcezza e consapevolezza”, spiega Beatrice.

Tuttavia, così come gli integratori non sostituiscono una dieta sana ed equilibrata, le applicazioni per la mindfulness integrano egregiamente i percorsi in presenza e possono rappresentare un’alternativa quando questi sono inaccessibili. Uno dei motivi, come si legge in uno studio approfondito sulla rivista Nature, la maggior parte delle app di mindfulness disponibili in commercio non è stata valutata scientificamente e la maggior parte delle app per la salute mentale fatica a mantenere gli utenti impegnati.
Tra le migliaia di app di meditazione e salute mentale presenti sul mercato, non tutte sono valide; gli esperti monitorano soprattutto i rischi legati all’impiego poco trasparente di algoritmi, chatbot e intelligenza artificiale: nel migliore dei casi, offrono un servizio inconsistente. Senza dubbio, il contributo diretto di professioniste qualificate, portatrici di un vissuto personale affrontato con grande sensibilità come Nicoletta e Benedetta, aggiunge valore e sostanza.
