Con l’avvio della giornata odierna si apre ufficialmente una nuova fase atmosferica dominata da un robusto anticiclone subtropicale esteso su gran parte del Mediterraneo centrale. La struttura di alta pressione ha rapidamente preso il posto della circolazione ciclonica che nei giorni scorsi aveva interessato l’Italia, spingendo il minimo depressionario residuo verso la Grecia e il Mediterraneo orientale, dove ora il sistema è in progressivo indebolimento. Il risultato è un ritorno deciso alla stabilità atmosferica, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi, precipitazioni assenti e un netto aumento delle temperature, soprattutto in quota. Si tratta di una configurazione tipica delle fasi gestite dalle grandi figure subtropicali, capaci di trasportare masse d’aria decisamente miti direttamente dal Nord Africa verso l’Europa centro-meridionale.
Apice del caldo in quota tra martedì e mercoledì: zero termico oltre i 3500 metri
Secondo le più recenti elaborazioni modellistiche, il picco dell’avvezione calda in quota è atteso tra domani e mercoledì, quando lo zero termico supererà con facilità i 3500 metri su ampie porzioni del territorio nazionale. I valori più elevati si registreranno lungo i versanti occidentali delle Alpi e dell’Appennino, dove già nelle prossime ore le isoterme a 850 e 700 hPa si porteranno su livelli tipici della tarda primavera.
Un dato che fotografa in modo inequivocabile la natura fortemente anomala di questa fase meteo, con ripercussioni importanti sul manto nevoso alpino, destinato a subire una rapida fusione alle quote medio-alte, e con condizioni climatiche decisamente lontane da un normale mese di dicembre.
Prima attenuazione del promontorio nel fine settimana
A partire dalla seconda parte della settimana è attesa una lieve flessione delle temperature in quota, legata a un temporaneo indebolimento del promontorio subtropicale. Si tratterà tuttavia di una correzione modesta, inserita in un contesto che rimarrà comunque dominato dall’alta pressione al suolo. In altre parole, il tempo continuerà a risultare stabile, asciutto e in prevalenza mite, senza un vero ritorno a condizioni pienamente invernali.
Sguardo oltre: possibile cambio di scenario da inizio prossima settimana
Le proiezioni a medio termine dei principali modelli numerici iniziano però a delineare uno scenario potenzialmente più dinamico a partire da inizio settimana prossima, attorno a lunedì 15 dicembre. In questa fase potrebbe riattivarsi il flusso atlantico perturbato, aprendo la strada a un graduale ritorno dell’instabilità sull’Italia, con piogge, un calo termico più sensibile e, forse, le prime vere occasioni per un rientro di aria più fredda.
Lo scenario resta comunque ancora aperto e soggetto a possibili ricalibrazioni, ma appare chiaro come questa lunga parentesi anticiclonica, per quanto insistente, non sia destinata a durare indefinitamente.
Un dicembre che continua a sorprendere
Nel frattempo, l’Italia vive un avvio di dicembre eccezionalmente mite, soprattutto in montagna, dove lo zero termico su valori primaverili rappresenta un segnale evidente di quanto il sistema atmosferico europeo sia al momento sbilanciato verso una circolazione subtropicale. Proprio da questo delicato equilibrio dipenderà l’evoluzione della seconda metà del mese, che potrebbe finalmente riportare condizioni più consone alla stagione invernale.
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