L’arrivo del Buran in Italia è un evento meteorologico raro, ma quando si verifica può portare conseguenze significative in termini di temperature gelide e nevicate diffuse. Questo fenomeno, caratterizzato da venti gelidi di origine siberiana, si sviluppa quando l’anticiclone russo-siberiano raggiunge una particolare intensità, esercitando una forte influenza sulla circolazione atmosferica a livello europeo. Affinché il freddo possa estendersi fino alla nostra penisola, è necessario che si instauri una configurazione sinottica favorevole. Uno degli elementi chiave è la formazione di un ponte anticiclonico tra l’alta pressione delle Azzorre e quella russo-siberiana, noto come Ponte di Weikoff. Questo assetto permette all’aria gelida di scivolare rapidamente verso l’Europa centrale, avvicinandosi alle latitudini italiane. Tuttavia, affinché il freddo raggiunga effettivamente il Mediterraneo, è fondamentale che si crei una depressione tra il nostro Paese e i Balcani, capace di canalizzare le masse d’aria fredda verso la Penisola.

Un altro fattore determinante è la configurazione del Vortice Polare, la vasta area di bassa pressione situata sopra il Polo Nord. Quando questo sistema risulta particolarmente compatto, il freddo rimane confinato alle latitudini più elevate. Tuttavia, se si indebolisce o si frammenta in più centri di bassa pressione, come può accadere in seguito a un Sudden Stratospheric Warming (SSW) – un rapido riscaldamento della stratosfera polare –, si creano le condizioni per discese d’aria artica o siberiana verso l’Europa.
Le dinamiche atmosferiche che favoriscono l’arrivo del Buran dipendono anche dalla disposizione della corrente a getto, il flusso di venti ad alta quota che separa le masse d’aria fredda da quelle più temperate. Se questa corrente assume un’ondulazione marcata, si aprono varchi per l’incursione dell’aria gelida. Inoltre, anomalie nella temperatura della stratosfera siberiana possono anticipare una possibile irruzione fredda sull’Europa, favorendo la discesa di masse d’aria continentale verso il Mediterraneo.
Nel caso in cui il Buran riuscisse a raggiungere l’Italia, gli effetti sarebbero piuttosto evidenti. Le temperature potrebbero scendere diversi gradi sotto lo zero, con valori fino a -10°C in alcune zone della Pianura Padana e nelle aree interne del Centro-Sud. Le precipitazioni assumerebbero carattere nevoso anche a bassa quota, con la possibilità di accumuli significativi sulle regioni settentrionali e lungo la fascia adriatica. Inoltre, i venti gelidi amplificherebbero la sensazione di freddo attraverso il cosiddetto effetto wind chill, rendendo le condizioni climatiche ancora più rigide.
Guardando alle previsioni per il mese di febbraio 2025, gli ultimi modelli matematici indicano la possibilità di una nuova irruzione di aria fredda tra la prima e la seconda decade del mese. Tuttavia, la dinamica di questo possibile evento non è ancora del tutto definita. La presenza di un ponte anticiclonico tra l’Atlantico e la Russia potrebbe facilitare la discesa del gelo verso l’Europa, ma sarà fondamentale monitorare l’evoluzione delle configurazioni atmosferiche nei prossimi giorni per confermare o meno questa ipotesi.
Il Buran rappresenta un fenomeno meteorologico di grande impatto, la cui comparsa dipende da un complesso equilibrio di fattori su scala emisferica. La sua eventuale irruzione in Italia sarebbe un evento di rilievo, capace di portare condizioni invernali estreme.
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