Il tricolore sventola ancora alto agli Europei di atletica. Dalla mezza maratona maschile arrivano altre due medaglie: Francesco Fortunato, primatista europeo, ha conquistato l’argento alle spalle dello spagnolo Paul Mc Grath, medaglia d’oro, con l’altro azzurro Andrea Cosi di bronzo. Argento anche per Alexandrina Mihai nella mezza maratona femminile, solo quinta Antonella Palmisano.
Nuova impresa azzurra
Emozioni forti nella mezza mararona maschile: il primo colpo di scena quando viene squalificato Leo Kopp. Il tedesco, che poteva ambire al podio, riceve il quarto richiamo ufficiale ed è costretto ad abbandonare la gara della mezza maratona maschile. A prendere la testa sin dall’inizio, per poi non lasciarla mai, è lo spagnolo Paul McGrath, che taglia il traguardo in 1:23.23. Alle sue spalle Francesco Fortunato che precede l’altro azzurro Andrea Cosi. I due italiani avevano provato a recuperare con un attacco al 17° km, dimezzando in appena un chilometro il ritardo da McGrath, che aveva però reagito riportando il margine a 26 secondi al 18° km.
Gioie e dolori nella mezza maratona femminile dove si festeggia lo splendido argento per Alexandrina Mihai: nonostante due sanzioni, l’azzurra resiste e vince il duello finale con l’ucraina Olyanovska, chiudendo in 1.31’04”, nuovo personal, alle spalle dell’imprendibile María Pérez, che nel tratto finale festeggia battendo il cinque ai tifosi e trionfa in 1.30’06, nuovo record del mondo. Terza Olyanovska in 1.31’07. Solo quinta invece Antonella Palmisano.
L’emozione degli italiani
C’era grande attesa per il primatista europeo Fortunato che non nasconde una piccolissima delusione: “Vale tanto questo argento – dice alla Rai – speravo nella vittoria ma sapevo che lo spagnolo era forte, è stato molto coraggioso a fare il suo attacco. L’argento però mi rende contento, anche Andrea mi ha aiutato, ci siamo fatti forza e non possiamo essere più felici di così. Questa nazionale sta crescendo sempre di più e siamo orgogliosi di farne parte”. Felice Cosi: “Questa stagione era andata sempre male, lavoravo bene ma i risultati non uscivano, oggi sono partito tranquillo ed è andata bene, ringrazio anche Francesco che ha tirato per 3-4 km a dimostrazione che siamo un grande gruppo”.
Palmisano non cerca scuse
Quando arriva alla postazione Rai la Palmisano abbraccia le due medaglie maschili e conserva il sorriso: “Non potevo vedere cosa succedeva tra gli uomini ma la marcia non delude mai. Non è da me trovare scuse, mi sentivo bene poi ho iniziato ad avvertire la fatica del percorso e non ho capito più nulla, non ho visto i tempi e ho cominciato a contare i chilometri che mancavano alla fine. Normale che quando si lavora un anno lo si fa per una medaglia, ho fatto il personale ma non sono soddisfatta. Maria Perez è stata carina ad aiutarmi quando sono caduta, le ho detto subito: “Guarda che poi ti riprendo”. In lacrime la medaglia d’argento Mihai: “Ero un po’ preoccupata all’inizio ma ci ho messo tutta me stessa, ho sperato in un po’ di fortuna, è un inizio per me: come tutti i traguardi è un inizio. L’oro non era possibile perchè Maria Perez oggi nel mondo è irraggiungibile ma bisogna sempre porsi traguardi irraggungibili”.
Nelle altre gare del mattino nessun poblema nelle batterie di salto in lungo: Larissa Iapichino al primo salto atterra a 6.94, misura con vento (+2.2) ma ampiamente superiore al 6.80 richiesto per la qualificazione e vola diretta alla finale. Gran salto poi di Agate de Sousa, che firma 7.00 (+1.7), miglior misura stagionale. L’Italia vince anche la seconda semifinale della 4×100 in 38″50 e conquista il pass diretto per la finale con il quartetto composto da Marek-Longobardi-Patta-Ceccarelli. Seconda la Germania (38″57) davanti al Belgio (38″84). Ottima batteria dell’Italia anche nella 4×100 femminile: le azzurre la vincono in 42″22, miglior tempo stagionale, e conquistano la finale, così come Ludovica Cavalli che centra l’accesso alla finale dei 1500 metri: l’azzurra chiude quarta in 4’10″32, entrando tra le sei qualificate dirette. Non ce la fa invece Gaia Sabbatin
