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Paolo Sottocorona, l’ultima diretta e poi l’addio improvviso: il meteorologo anti-allarmista lascia un vuoto incolmabile

Paolo Sottocorona, l’ultima diretta e poi l’addio improvviso: il meteorologo anti-allarmista lascia un vuoto incolmabile
morto Paolo Sottocorona

È un lutto che colpisce il mondo della televisione e, in particolare, gli spettatori di La7: il noto meteorologo Paolo Sottocorona è morto ieri all’età di 77 anni. La notizia, diffusa dall’emittente stessa, ha destato profondo cordoglio, anche perché il suo volto era apparso in video solo ieri, 8 ottobre, durante il consueto appuntamento con le previsioni del tempo. Questa inattesa scomparsa fa propendere per l’ipotesi di un malore improvviso come causa del decesso. Al momento, tuttavia, non sono state rilasciate conferme ufficiali in merito.

La scomparsa di Paolo Sottocorona

Nato a Firenze il 17 dicembre 1947, Paolo Sottocorona era diventato un punto di riferimento per il pubblico, apprezzato per la sua capacità di entrare nella quotidianità degli spettatori con un garbo e un’analisi equilibrata dei fenomeni atmosferici.

Il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, ha espresso il suo dolore su Facebook: “Un nostro lutto, grave: se ne è andato Paolo Sottocorona“. Anche il direttore di rete Andrea Salerno si è unito al cordoglio, sottolineando: “Mancherai a tutti“.

Tutti i colleghi lo ricordano non solo per la sua professionalità, ma anche per la gentilezza e la profonda empatia che lo contraddistinguevano.

Una carriera tra scienza e divulgazione

Dopo gli studi classici e 4 anni di Ingegneria, Sottocorona aveva iniziato la sua carriera nel 1972 entrando come ufficiale nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, raggiungendo il grado di capitano nel 1993. Durante il suo servizio, ha lavorato all’Ufficio Meteorologico dell’aeroporto di Guidonia e al Centro Nazionale di Meteorologia. Nel 1989 ha preso parte anche alla 5ª spedizione italiana in Antartide come meteorologo.

L’esordio televisivo risale al 1986 su Rai 1 per “Uno Mattina”, per poi passare a Telemontecarlo e infine diventare uno dei volti più familiari di La7.

Il suo stile era inconfondibile: si svegliava ogni mattina alle 5 per la diretta delle 7:30 e si distingueva per un approccio anti-allarmista. In un’epoca dominata dal clamore climatico, Sottocorona spiegava i fenomeni meteorologici con rigore, chiarezza e toni mai eccessivi, integrando spesso i suoi bollettini con foto e contributi inviati dal pubblico. Proprio il giorno prima di morire, aveva letto in diretta una poesia su Gaza inviata da una spettatrice, a dimostrazione del suo lato umano e della sua vicinanza al pubblico.

Oltre la televisione, Sottocorona era un uomo riservato e poliedrico: istruttore di vela, quasi interamente vegetariano, viveva con tre cani. Nel 2010, con il libro per ragazzi “Cosa sanno le nuvole?“, era diventato per molti il “Nonno Paolo”, spiegando con poesia i misteri della meteorologia.

La sua scrivania al tg, come ha ricordato Mentana, “resterà sua“. Paolo Sottocorona lascia un vuoto incolmabile, non solo come professionista, ma come una presenza rassicurante e colta nelle case degli italiani.

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