Un caso medico ha recentemente messo in luce i pericoli nascosti dei viaggi in regioni tropicali. Una donna di 30 anni, residente nel New England (USA), ha sviluppato diversi sintomi, tra cui bruciore alle gambe, dopo essere rientrata da una vacanza che includeva una tappa alle Hawaii. Il caso, descritto in un rapporto pubblicato il 13 febbraio sul New England Journal of Medicine, ha rivelato che la causa della sua sofferenza era un parassita che si era insediato nel suo cervello.
Sintomi misteriosi e diagnosi iniziali
Tutto è iniziato con una sensazione di bruciore ai piedi, che in pochi giorni si è estesa alle gambe, rendendo la pelle estremamente sensibile al tatto. La donna avvertiva anche una forte stanchezza, che inizialmente ha attribuito al jet lag dopo il viaggio di 3 settimane in Thailandia, Giappone e Hawaii. Preoccupata, si è recata al pronto soccorso, ma gli esami effettuati non hanno rilevato nulla di anomalo e la paziente è stata dimessa.
Tuttavia, nel giro di pochi giorni, i sintomi si sono aggravati: il bruciore ha raggiunto il tronco e le braccia, ed è comparso un forte mal di testa. Un nuovo accesso al pronto soccorso non ha portato a risposte definitive, sebbene le analisi mostrassero un aumento delle cellule immunitarie. Solo dopo una settimana, quando la donna ha iniziato a manifestare episodi di confusione mentale, i medici hanno intensificato le indagini.
Un parassita nascosto nel cervello
I test di laboratorio non hanno mostrato segni evidenti di parassiti nel sangue, ma un elemento sospetto è emerso: un’elevata concentrazione di eosinofili, un tipo di globuli bianchi coinvolto nella risposta immunitaria contro gli agenti patogeni, inclusi i parassiti. Un esame del liquido cerebrospinale, ottenuto tramite puntura lombare, ha confermato un livello molto alto di eosinofili, segnale di una rara forma di infiammazione del cervello e del midollo spinale chiamata meningite eosinofila.
Gli specialisti hanno identificato il responsabile: Angiostrongylus cantonensis, noto come “verme polmonare del ratto”. Questo parassita è diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali, tra cui il Sud/Est asiatico e le isole del Pacifico, come le Hawaii.
Come avviene l’infezione?
Il ciclo di vita di A. cantonensis inizia nei roditori, dove il parassita si sviluppa in forma adulta. Le larve vengono espulse con le feci dei topi e ingerite da lumache e chiocciole, che diventano ospiti intermedi. Quando questi molluschi vengono ingeriti da un altro roditore, il ciclo si completa. Tuttavia, anche gli esseri umani possono essere infettati se consumano lumache o chiocciole crude o poco cotte, oppure verdure contaminate dal loro muco. Anche crostacei come granchi di terra e gamberi d’acqua dolce possono ospitare il parassita se si nutrono di molluschi infetti.
Non tutte le persone infettate sviluppano sintomi, ma in alcuni casi le larve migrano nel sistema nervoso centrale, causando sintomi neurologici gravi come mal di testa, rigidità del collo, vomito, confusione, formicolii, bruciori e, nei casi più gravi, convulsioni e problemi alla vista.
Trattamento e prevenzione
Nella maggior parte dei casi, l’infezione da A. cantonensis si risolve spontaneamente, poiché il parassita muore all’interno dell’organismo umano. Tuttavia, quando si sviluppa una meningite eosinofila, è necessario un trattamento di supporto con antidolorifici e antinfiammatori. Nei casi più severi, possono essere prescritti farmaci antiparassitari e corticosteroidi per ridurre l’infiammazione.
Nel caso della donna del New England, i medici hanno optato per una terapia di 14 giorni con farmaci antiparassitari e steroidi. Dopo 6 giorni di ricovero, la paziente è stata dimessa in condizioni stabili.
Per prevenire infezioni da A. cantonensis, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) raccomandano di evitare il consumo di lumache, rane, gamberi e gamberetti crudi o poco cotti. Inoltre, è fondamentale lavare accuratamente frutta e verdura, specialmente nelle aree endemiche, e indossare guanti quando si maneggiano molluschi in giardino.
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