Il ritiro di Jannik Sinner dal Masters 1000 di Cincinnati per un problema al ginocchio destro ha fatto scattare un campanello d’allarme sulle condizioni dell’azzurro in vista dello US Open. A rassicurare i tifosi del numero 1 ci ha pensato però Paolo Bertolucci con un articolo uscito sulla Gazzetta dello Sport, nel quale spiega quelle che a suo parere sono state le giuste ragioni dietro il forfait dal torneo che inizierà a breve in Ohio citando anche l’esempio di Carlos Alcaraz che conferma la bontà della decisione dell’altoatesino e svelando quella che secondo lui è l’unica incognita che accompagnerà Sinner verso lo Slam newyorkese.
- Sinner si ritira da Cincinnati, ma per Bertolucci non è un campanello d’allarme
- Bertolucci: “Il Roland Garros ha modificato l’approccio di Sinner”
- Bertolucci: “Alcaraz dimostra che non serve fare gli eroi”
- Sinner e l’incognita verso lo US Open secondo Bertolucci
- Sinner nettamente favorito allo US Open per Bertolucci
Sinner si ritira da Cincinnati, ma per Bertolucci non è un campanello d’allarme
C’è chi nel leggere del ritiro di Sinner da Cincinnati per un problema al ginocchio ha temuto subito il peggio, ovvero che l’infortunio potrebbe impedire a Jannik di presentarsi allo US Open. Secondo Bertolucci però la scelta del numero 1 al mondo è puramente conservativa e presa proprio per non correre rischi in vista dell’ultimo san stagionale al quale dovrebbe normalmente partecipare: “La rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati, non deve a mio parere essere letta come un campanello d’allarme sul futuro prossimo del campione azzurro, quanto piuttosto come l’approdo meditato a una scelta che mira a proteggere il giocatore e gli consenta di affrontare gli Us Open”.
Bertolucci: “Il Roland Garros ha modificato l’approccio di Sinner”
Una scelta, secondo Bertolucci, probabilmente dovuta probabilmente anche a un cambio dopo quanto successo al Roland Garros, dove Sinner è stato protagonista di un tracollo improvviso al 2° turno dopo che in precedenza aveva vinto tutti e cinque i primi Masters 1000 della stagione: “Sicuramente il doloroso contrattempo del Roland Garros ha modificato l’approccio di Jannik e del suo team verso i guai che ciclicamente possono colpire i giocatori di altissimo livello, tanto da focalizzare l’attenzione sulla completa guarigione e sulla risoluzione del problema contingente, anche a costo di rinunciare a tornei di grande prestigio”.
Bertolucci: “Alcaraz dimostra che non serve fare gli eroi”
Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport Bertolucci evidenzia anche come attualmente Sinner non abbia nemmeno alcuna urgenza di rientrare dettata dalla classifica e soprattutto come accelerare il rientro non serva a niente e rischi solamente di causare nuovi problemi al giocatore, motivo per cui Jannik avrebbe fatto bene a seguire l’esempio di Alcaraz, che sembra volersi prendere tutto il tempo necessario per non rischiare di incorrere in ricadute al polso destro:
“In seconda battuta, è palese che la situazione di classifica, con il numero uno praticamente certo da qui alla fine della stagione, e le difficoltà momentanee del principale rivale Alcaraz assente da aprile e con l’incognita di un rientro ancora rimandato, consigliano di non prendere rischi che possano compromettere, oltre agli Us Open, la stagione indoor. Anzi, proprio la giusta cautela con cui si sta muovendo Carlitos è lì a dimostrare che non serve fare gli eroi”.
Sinner e l’incognita verso lo US Open secondo Bertolucci
Insomma, per Bertolucci quello che potremo vedere allo US Open dovrebbe essere un Sinner al top, anche se il fatto di non aver disputato alcun match sul cemento da marzo in poi e di non giocare dal 12 luglio ovviamente comporta qualche incognita verso l’esordio di Jannik a New York: “Dunque, ci aspettiamo un Sinner al top nello Slam americano, con una sola incognita, almeno all’inizio: la mancanza di partite giocate e dunque di test agonistici che ne verifichino le condizioni generali”.
Sinner nettamente favorito allo US Open per Bertolucci
Incognite che però potrebbero essere spazzate via nel giro pochi incontri, a magari anche solamente di un set, dato che il cemento, come ricorda Bertolucci, è la superficie prediletta di Sinner e, soprattutto, che da marzo in poi Jannik è apparso praticamente intoccabile per chiunque: “Va detto che il cemento resta senza dubbio la superficie sulla quale ama di più giocare, e quella dove le sue capacità di adattamento si amplificano. La settimana iniziale del torneo potrebbe rivelarsi un po’ complicata, ma il livello mostrato a marzo sul cemento di Indian Wells e Miami, e poi anche sui prati di Wimbledon, gli dà un vantaggio così ampio sul resto della concorrenza da permettergli di gestire gli eventuali ostacoli”.
