Nel contesto regionale della Thailandia settentrionale, la prevenzione degli incendi è una priorità. Il sistema comunitario di Ban Pong integra metodologie tradizionali e tecnologiche: per la stagione secca (da febbraio a maggio), il gruppo attiva pattugliamenti regolari, mantiene fasce tagliafuoco e coordina un sistema di allerta precoce, basato su monitoraggio satellitare, walkie-talkie e social media.
All’inizio molte persone restavano sorprese nel vedere donne impegnarsi fisicamente nello spegnimento degli incendi, trasportando strumenti pesanti come ventilatori e “sbattifuoco”. Tuttavia col tempo la reputazione del gruppo è cresciuta grazie all’efficacia dimostrata, spingendo la comunità a riconoscere la validità del loro operato.
Il loro intervento ha portato alla restaurazione dei livelli di umidità, alla rigenerazione naturale ha preso vigore, contribuendo a restituire biodiversità e stabilità idrologica al paesaggio forestale. Il gruppo monitora e mantiene le dighe, tallona la vegetazione, controlla gli incendi e patrouilla regolarmente la foresta, in un’azione costante e capillare.
Secondo Marina Tornorsam, responsabile regionale del progetto di gestione incendi comunitari di RECOFTC, progetti come Ban Pong sono essenziali per colmare lacune istituzionali: le comunità locali possono reagire più velocemente delle agenzie governative e conoscono i punti ad alto rischio. Tornorsam sottolinea che Ban Pong si distingue per l’inclusione di donne e giovani nel processo di prevenzione, non relegandoli a ruoli marginali.
Salute, motivazioni e conseguenze ambientali
In molte zone della Thailandia del nord, durante la stagione secca, l’aria è satura di particolato fine (PM₂,₅) prodotto dagli incendi boschivi, con effetti negativi sulla salute umana, inclusi rischi cardiovascolari e respiratori. In risposta, il gruppo forestale ha dichiarato che il fumo annuale irritava gli occhi dei residenti e rappresentava una minaccia tangibile per la loro qualità di vita. Tali condizioni hanno alimentato la spinta locale verso la gestione attiva della foresta e la prevenzione degli incendi.
Per Jirathip Malanuan, membro più giovane del gruppo, la prospettiva di contribuire concretamente alla riduzione della foschia atmosferica e al recupero dell’ecosistema è stata una motivazione centrale. Vive accanto alla foresta e ha potuto constatare come il ripristino della vegetazione migliori la qualità dell’aria, che diventa più pulita, filtrata e rinfrescata. La protezione della foresta è direttamente legata alla protezione delle persone stesse.
Foreste comunitarie e politiche locali
Il villaggio di Ban Pong fa parte della Foresta Modello di Ngao, un’estesa area forestale istituita nel 1964 che comprende piantagioni, villaggi e comunità con diritti forestali riconosciuti. Oggi la zona è inclusa nella rete internazionale IMFN (International Model Forest Network), che favorisce lo scambio di pratiche sostenibili tra comunità forestali di tutto il mondo.
Dal 2019, con l’adozione del Community Forestry Act, le comunità locali hanno ottenuto diritti di gestione su più di un milione di ettari di foresta non protetta. Studi recenti evidenziano che le foreste comunitarie tendono ad essere meglio preservate rispetto a quelle gestite in modo esclusivamente statale, specialmente se si sovrappongono a zone protette. Secondo Warangkana Rattanarat (RECOFTC Thailandia), le foreste comunitarie fungono spesso da zone tampone, offrendo accesso legale e sostenibile alle risorse e riducendo la pressione sulle aree protette.
Benefici tangibili e sfide future
Nel corso degli anni, la foresta restaurata ha apportato molteplici benefici: stabilizzazione della falda acquifera, alimentazione continua di un lago ora utilizzato per l’acquacoltura (tilapia) e generazione di reddito condiviso da oltre 60 azionisti. La biodiversità locale è ripresasi: la comunità segnala la presenza regolare di lucertole, uccelli acquatici, cinghiali, scoiattoli e cervi.
Tuttavia, l’uso delle dighe non è privo di criticità: alcuni esperti avvertono che queste strutture, se mal posizionate o troppo numerose, possono alterare i flussi idrici o ostacolare il movimento degli organismi acquatici. In risposta, il gruppo ha collaborato con ecologi e accademici per migliorare la progettazione delle dighe. Veerachai Tanipat, ricercatore presso la Kasetsart University, avverte che un uso accorto e moderato è essenziale per proteggere la biodiversità e ottimizzare la ritenzione idrica.
Il fatto che la gestione e la guida operativa della foresta ricadano principalmente sulle donne rende Ban Pong un caso esemplare. In Thailandia, l’accesso femminile alle risorse forestali e alle decisioni ambientali è spesso ostacolato da barriere di genere. Tuttavia, in questo villaggio, le donne sono diventate protagoniste, forti motivi di cambiamento sociale e ambientale. Katherine Poe (IUCN) nota che le donne detengono spesso conoscenze tradizionali vitali e una motivazione intrinseca a preservare le risorse. Includerle nella gestione forestale è quindi una strategia potente per risultati migliori e più equi.
Nel panorama nazionale, le strategie e l’esperienza di Ban Pong hanno attirato l’interesse di altre comunità. Ad esempio, la vicina foresta comunitaria di Ban Ton Tong ha beneficiato del supporto e del know-how del gruppo, permettendo un efficace recupero forestale locale.
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