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Tifone Kalmaegi, scia di devastazione nelle Filippine centrali: almeno 66 vittime e 26 dispersi | FOTO

Tifone Kalmaegi, scia di devastazione nelle Filippine centrali: almeno 66 vittime e 26 dispersi | FOTO
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Il tifone Kalmaegi ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione nelle Filippine centrali, causando almeno 66 vittime e 26 dispersi, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Le forti piogge hanno provocato alluvioni lampo che hanno travolto intere comunità, costringendo molti residenti a rifugiarsi sui tetti delle proprie abitazioni in attesa dei soccorsi. Tra le vittime si contano anche 6 membri dell’aeronautica militare filippina, morti in un incidente di elicottero nella provincia meridionale di Agusan del Sur, mentre erano in missione umanitaria per portare aiuti alle zone colpite. Le cause dello schianto non sono ancora note.

Il passaggio del tifone e i danni a Cebu

Il tifone Kalmaegi ha colpito duramente la provincia di Cebu, dove si è registrato il maggior numero di vittime: almeno 49 persone annegate nelle alluvioni e altre decedute per frane e crolli. Tredici dei dispersi provengono dalla stessa provincia. Secondo il Centro filippino di difesa civile, il fiume principale e vari corsi d’acqua sono esondati dopo le piogge torrenziali, sommergendo interi quartieri residenziali. Molti cittadini hanno chiamato disperati i soccorsi dal tetto delle proprie case, ma le operazioni di salvataggio sono state spesso ritardate per motivi di sicurezza.

Corruzione e opere pubbliche inadeguate sotto accusa

Le autorità locali sospettano che i danni siano stati aggravati da anni di escavazioni e progetti di controllo delle inondazioni mal realizzati. La governatrice Baricuatro ha chiesto un’inchiesta ufficiale: Il Paese è scosso da mesi da uno scandalo di corruzione legato a opere pubbliche difettose o inesistenti, che ha provocato proteste di piazza e indignazione popolare.

Una provincia già ferita dal terremoto

La provincia di Cebu, con oltre 2,4 milioni di abitanti, ha dichiarato lo stato di calamità per poter sbloccare rapidamente fondi di emergenza. Solo poche settimane fa, il 30 settembre, un terremoto di magnitudo 6,9 aveva ucciso almeno 79 persone e danneggiato migliaia di abitazioni. Le autorità hanno spostato i residenti rimasti senza casa in rifugi più sicuri prima dell’arrivo del tifone, prevenendo così ulteriori tragedie nelle aree più settentrionali.

Evacuazioni di massa e trasporti paralizzati

Prima dell’impatto, oltre 387mila persone erano state evacuate nelle regioni orientali e centrali del Paese. Le autorità avevano lanciato allarmi per piogge torrenziali, venti distruttivi e onde di marea fino a 3 metri.

Il maltempo ha costretto la guardia costiera a bloccare traghetti e pescherecci, lasciando più di 3.500 passeggeri e camionisti bloccati nei porti, mentre 186 voli interni sono stati cancellati.

Solidarietà internazionale

L’ambasciatrice degli Stati Uniti nelle Filippine, MaryKay Carlson, ha espresso le condoglianze del governo americano per le vittime e ha assicurato che Washington è pronta ad assistere il Paese lavorando con amici, partner e alleati.

Il tifone Kalmaegi, che ha lasciato l’arcipelago mercoledì mattina dirigendosi verso il Mar Cinese Meridionale, ha raggiunto venti fino a 130 km/h e raffiche di 180 km/h.

Con circa 20 tifoni all’anno, numerosi terremoti e oltre una decina di vulcani attivi, le Filippine restano uno dei Paesi più esposti ai disastri naturali del pianeta.

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