L’uragano Melissa, il più potente a colpire i Caraibi negli ultimi 90 anni, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione. Dopo aver investito la Giamaica e Cuba, la tempesta ha devastato Haiti, dove si contano almeno 25 vittime e numerosi dispersi a causa dell’esondazione del fiume Digue, nella città costiera di Petit-Goâve. Case e infrastrutture distrutte, strade sommerse e alberi abbattuti rendono difficili i soccorsi in un Paese già fragile dal punto di vista economico e infrastrutturale.
Secondo le autorità, anche Giamaica e Cuba hanno riportato danni considerevoli. Lo stormchaser statunitense Josh Morgerman, testimone diretto del passaggio dell’uragano a Crawford, nel Sud della Giamaica, ha descritto scene apocalittiche: “Le raffiche facevano esplodere i tetti in nuvole di coriandoli mortali. La palma davanti all’hotel si piegava in modo innaturale”. L’occhio “dell’uragano era un vuoto bianco e urlante. Tutto ciò che riuscivo a vedere attraverso le fessure delle persiane era il colore bianco, accompagnato da un urlo costante e assordante che provocava dolore“.
Morgerman racconta che la cittadina di Black River è stata “completamente distrutta”, con edifici storici rasi al suolo e strade ostruite dalle macerie. Nonostante la tempesta sia stata declassata a 2ª categoria, l’allerta resta alta nelle Bahamas e alle Bermuda.
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