Una svolta etica e sociale si profila all’orizzonte per l’Italia: il Ministero della Salute e il Ministero della Famiglia stanno collaborando a un progetto di legge per consentire l’adozione degli embrioni crioconservati e “abbandonati” nelle cliniche di procreazione assistita (PMA). La conferma giunge da Mariarosaria Campitiello, direttore del dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, che ha definito l’iniziativa un “grande atto di solidarietà” verso le coppie desiderose di genitorialità.
L’obiettivo primario è duplice: offrire una concreta possibilità di diventare genitori a numerose coppie e, al contempo, garantire un futuro a migliaia di embrioni attualmente in stato di crioconservazione. Secondo i dati del 2016, si stimano in Italia oltre 10mila gli embrioni “abbandonati”, definiti tali in caso di rinuncia scritta all’impianto da parte della coppia o per l’impossibilità di rintracciarla per almeno un anno.
Il progetto di legge mira a superare le limitazioni imposte dalla Legge 40 del 2004, che attualmente vieta la donazione degli embrioni a terzi e il loro utilizzo per la ricerca scientifica. Come sottolinea Francesco Gebbia, ginecologo della clinica IVI di Roma, questa normativa ha lasciato “decine di migliaia di embrioni in limbo“. L’adozione rappresenterebbe un cambio di paradigma, in linea con quanto già avviene in Paesi come Spagna e Stati Uniti, offrendo una nuova prospettiva a questi embrioni e la possibilità di realizzare il desiderio di genitorialità per molte coppie.
Gli esperti rassicurano sulla “non scadenza” degli embrioni crioconservati, la cui vitalità può essere mantenuta per un tempo indeterminato. L’iniziativa dei ministeri rappresenta un segnale di apertura verso una gestione più etica e solidale delle problematiche legate alla fertilità e alla PMA in Italia.
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