Altra mossa di Donald Trump per ritirare gli USA dagli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici e dalla cooperazione multilaterale. L’amministrazione Trump ha infatti interrotto la partecipazione degli scienziati statunitensi alle principali valutazioni sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, secondo quanto riferito da due fonti all’agenzia Reuters. L’ordine di sospensione dei lavori riguarda i membri dello staff del Global Change Research Program degli Stati Uniti e della National Oceanic and Atmospheric Administration, che collaborano con un gruppo di lavoro chiave dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Ciò significa che gli Stati Uniti non parteciperanno a una grande riunione plenaria dell’IPCC in programma la prossima settimana a Hangzhou, in Cina, per pianificare la settima valutazione globale del clima.
“Il potere dell’IPCC è che governi, aziende e istituzioni globali possono operare con conclusioni condivise. Il fatto che gli Stati Uniti siano completamente rimossi da questo processo è preoccupante“, ha affermato Delta Merner dell’Union of Concerned Scientists.
Mentre gli scienziati americani saranno presenti e continueranno a lavorare sulla ricerca sul clima utilizzata dall’IPCC, l’assenza degli Stati Uniti nel processo dell’IPCC si farà sentire. Si prevede che all’incontro di Hangzhou, dal 24 al 28 febbraio, verranno prese alcune decisioni chiave che definiranno i risultati della prossima valutazione del clima, incluso il ruolo della tecnologia di rimozione e cattura del carbonio.
Ieri il Ministero degli esteri cinese ha detto di non essere a conoscenza del ritiro dei partecipanti statunitensi. Gli Stati Uniti sono co-presidenti, insieme alla Malesia, di un gruppo di lavoro sulla mitigazione del clima, o modi per ridurre le emissioni di gas serra. Gli USA avevano anche promesso circa 1,5 milioni di dollari per sostenere l’IPCC, sebbene questi soldi non siano ancora stati stanziati dal Congresso.
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