Chi comanda al Milan? Chi decide gli acquisti? Chi ha potere di firma? Quale è il ruolo di Ibrahimovic sul mercato? Da tempo ci si pone questi interrogativi ma a fare chiarezza è intervenuto in prima persona il patron di Red Bird, Gerry Cardinale, che ha contattato la redazione di Calcio e Finanza per fornire alcune precisazioni sulperimetro dell’attività del nuovo CEO Massimo Calvelli, sottolineando che «nessuno al Milan ha diritti di approvazione, a qualsiasi soglia, sul mercato dei trasferimenti, a parte me. Io approvo ogni singolo centesimo, e sono l’unico a dare il via libera finale sul calciomercato».
Gioco di squadra ma decide Cardinale
Cardinale ha voluto sottolineare che «nel modo in cui operiamo il mio potere di approvazione è unilaterale. E poi una cosa importante: come ho detto in conferenza stampa facciamo le cose come una squadra. Il team continuerà a fare raccomandazioni e lavoriamo come una squadra. Abbiamo molti input dall’allenatore e dal mio team. Ma alla fine, quando arriva il momento di prendere una decisione, la approvo io». Dalle parole del patron e dai documenti pubblici resi noti da Milannews, di fatto emerge che il ruolo di Ibrahimovic è assai marginale sul mercato attualmente.
Cosa fa Ibrahimovic
Lo svedese – che attualmente è negli Usa come commentatore televisivo ai Mondiali – continua ad essere il Senior Advisor della proprietà e consulente per i settori amministrativo, sportivo e commerciale del Milan. Lavorando a stretto contatto con Gerry Cardinale, opera fuori dal campo per sviluppare i giocatori, reclutare talenti e rafforzare la cultura vincente del club ma non ha potere d’acquisto e non è nelle sue strette competenze agire sul mercato.
Il ruolo di Calvelli
Diverso il ruolo di Massimo Calvelli. La redazione di MilanNews.it ha potuto visionare il documento pubblico della visura camerale, estratto dal Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio, in merito alla nomina del nuovo CEO del Milan. Il potere basilare di Massimo Calvelli riguarda quello della firma singola, ovvero di tutte quelle mansioni che può gestire e approvare da solo. Calvelli può firmare singolarmente operazioni fino a 50 milioni di euro.
Ci sono poi due casistiche in cui Massimo Calvelli ha sì potere di firma ma congiunta. Il primo caso riguarda le operazioni finanziarie strutturate, la gestione e richiesta di garanzie bancarie o carte di credito, le transazioni rilevanti su conti correnti: per approvare tutto questo, in casi che si attestano tra i 5 e i 20 milioni di euro, serve la firma congiunta con il CFO/COO Stefano Cocirio. C’è poi la casistica delle operazioni di grande taglio, soprattutto su calciomercato, contratti con calciatori, staff, procuratori, che superano i 50 e arrivano fino ai 100 milioni: in questo caso il potere di firma di Calvelli è congiunto a quello del presidente Paolo Scaroni oppure a quello di Gerry Cardinale.
