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Mondiali, Graziani non perdona Leao e si schiera dalla parte dell’Egitto

Il Mondiale delle polemiche. Dall’arbitraggio ai look dei giocatori e non solo. L’ex attaccante della Roma, Ciccio Graziani, nel corso di Notti Mondiali su Rai 1 si è espresso con dure parole sui casi di moviola di Egitto-Argentina e al termine della trasmissione ha anche criticato l’atteggiamento e il vestiario di Rafael Leao, artefice di un Mondiale a dir poco deludente dopo una stagione di alti e bassi al Milan.

La polemica sull’arbitraggio di Argentina-Egitto

Si parte con la polemica sull’arbitraggio della moviola di Argentina-Egitto: “Non voglio dare ragione a quello che ha detto il commissario tecnico dell’Egitto a fine gara, ma a parti invertite non so se il fallo per il pestone sarebbe stato fischiato (se l’avesse commesso un argentino). Non mi fido, perché il giocatore dell’Argentina, toccato leggermente sull’esterno del piede, trascina e si butta. Martinez cade in modo anomalo. Al contrario (con l’Egitto danneggiato) l’avrebbero analizzato la stessa maniera? Secondo me no!”.

Leao bersagliato a Notti Mondiali

Nel corso della trasmissione su Rai1, Notti Mondiali, Ciccio Graziani ha spostato il focus su Rafael Leao, in uscita dal Milan: “Apriamo la foto. Questo è andato al mondiale, ma uno così non ci doveva neanche andare. Ma ti puoi fidare di uno che si veste così? Ma uno chi si veste in questa maniera è credibile? Per me no. Come dici? È un rapper? Ma che faccia il rapper allora, non il calciatore! Perché questo ha tutto meno che l’immagine di un calciatore serio. Leao, vestiti meglio! Uno come lui per come si veste io non lo chiamerei neanche in nazionale”.

Il look di Leao scatena i tifosi

I tifosi sostengono la tesi di Ciccio Graziani su Leao: “Sembra un pagliaccio e ti dà tutto fuorchè l’idea di essere serio, e infatti in campo cazzeggia o non sa cosa fare tipo ieri.” E ancora: “Il problema di Leao non è il suo abbigliamento, ma la sua indolenza, la maniera svogliata e irritante con la quale gioca, disperdendo il suo indubbio talento.”

C’è poi chi scrive: “Come si veste Leao conta poco, quello che conta è l’atteggiamento dei calciatori “giovani”, che pensano solo ai soldi, della maglia non gli importa niente, dell essere campioni ed esempio in campo e fuori neanche. Vent’anni fa c erano calciatori che avrebbero venduto la madre pur di vincere una partita, mo pensano al ciuffo alla moda e alla supercar.”

E ancora: “Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una festa nella mia città, dove era presente la nazionale di rugby. Quei ragazzi, se non me lo dicevano gli altri che erano quelli della nazionale neanche me ne ero accorto, ci stavo mangiando gli arrosticini affianco. Umili, semplici, con i piedi per terra e che in campo ci mettono l’anima, non per soldi, ma per passione. Tutto sto papiro per dire ormai, sempre più lontano dal calcio.”

Gli animi restano infuocati: “Ormai la demonizzazione di Leao è diventato lo sport preferito in Italia dalla scorsa stagione in qualsiasi trasmissione o dibattito pubblico.”

E infine: “Ha ragione Ciccio, ma ormai viviamo in un mondo impazzito e la maggioranza delle persone darà ragione a quell’ ebete di Leao. Ormai i calciatori si pensano anche dei modelli…. Vedi come arrivano conciati i giocatori francesi al ritiro… Uno peggio e più ridicolo dell’altro.”

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