Antonio Vergara è stata la vera stella del ritiro del Napoli a Dimaro: il talento del vivaio ha brillato nelle prime due amichevoli estive e mostrato di poter diventare un elemento centrale del gioco di Massimiliano Allegri. Ma c’è un rischio legato al ritorno di Kevin De Bruyne: toccherà al tecnico o al d.s. Giovanni Manna risolvere il problema.
- Napoli, Vergara la vera stella a Dimaro
- Vergara e il rischio legato a De Bruyne
- Vergara e la garanzia Allegri
- Manna e la soluzione Galatasaray
Napoli, Vergara la vera stella a Dimaro
In attesa che l’organico del Napoli sia completato dal rientro dei giocatori impegnati agli ultimi Mondiali, è stato Antonio Vergara a prendersi la scena nel ritiro di Dimaro. Il 23enne trequartista ha mostrato le sue qualità negli allenamenti, ma soprattutto nelle due amichevoli disputate finora dagli azzurri, il 3-1 incassato dall’Arezzo e il 2-0 rifilato ieri alla Carrarese. Un dato sottolinea la centralità di Vergara nelle prime uscite del Napoli: il ragazzo di Frattaminore è entrato in tutti e tre i gol segnati dai partenopei, guadagnando due rigori e servendo ieri l’assist dell’1-0 a Rasmus Hojlund.
Vergara e il rischio legato a De Bruyne
Vergara, dunque, ha già mostrato di avere le qualità per confermarsi ad alti livelli in serie A, dopo l’esplosione a sorpresa della scorsa stagione. Sul futuro del 23enne, però, aleggia un rischio legato al ritorno di Kevin De Bruyne. A Dimaro, infatti, Massimiliano Allegri ha fatto chiaramente capire di voler sistemare la squadra col 4-3-3, modulo in cui Vergara ha agito da mezz’ala, la stessa posizione che, in teoria, dovrebbe occupare De Bruyne.
Ora: Allegri ama i giocatori tecnici, ma immaginare che il tecnico toscano schieri un centrocampo con un regista come Stanislav Lobotka e due mezz’ali tecniche come De Bruyne e Vergara, tenendo fuori la fisicità (e l’equilibrio) assicurati da Scott McTominay o Frank Anguissa, appare improbabile. Vergara e De Bruyne, molto più realisticamente, si contenderanno la stessa maglia nella formazione titolare.
Vergara e la garanzia Allegri
E il rischio, per Vergara, è che la presenza di De Bruyne – qualora il belga riuscisse a esprimere il suo miglior calcio, o comunque una versione molto vicina ad esso – possa ridurre il suo minutaggio e, di conseguenza, il suo percorso di crescita. Considerando che Vergara ha appena firmato un rinnovo di contratto fino al 2031, la sensazione è che il Napoli abbia dato al trequartista e al suo agente – il vulcanico Mario Giuffredi – ampie garanzie.
La prima sta in Allegri stesso: il tecnico ha sempre dimostrato di saper gestire i giocatori di talento e le rose abbondanti, ampliando le rotazioni e trovando spazio anche per i più giovani. Inoltre, non è esclusa qualche innovazione tattica: Vergara e De Bruyne potrebbero convivere qualora uno dei due fosse dirottato qualche metro più avanti, ad agire da “falsa ala” nel 4-3-3 o da trequartista in un 4-3-2-1.
Manna e la soluzione Galatasaray
La soluzione alternativa potrebbe arrivare da Giovanni Manna, invece che dal tecnico. Ovvero, dal mercato. Il d.s. ha dichiarato in maniera perentoria che De Bruyne ha un contratto e che dovrà rispettarlo, escludendo la possibilità di una cessione. Tuttavia non è da escludere che la crescita di Vergara – anche nella stima da parte di Allegri durante il pre-campionato – possa indurre Manna a privarsi di KDB, cedendolo entro la fine del mercato. È notizia di oggi di una ricca offerta – un contratto biennale – da parte del Galatasaray, che sarebbe fortemente interessato al belga: un conferma del fatto che, volendo, il Napoli non dovrebbe faticare nel trovare una sistemazione per De Bruyne, dando inoltre una sforbiciata al monte ingaggi (l’ex City guadagna 5,5 milioni di euro netti all’anno).
Il dualismo tra il campione belga a fine carriera e il giovane talento prodotto del vivaio potrebbe stimolare entrambi, per il bene del Napoli, ma al contrario potrebbe anche dare vita a malumori che non farebbero bene allo spogliatoio. Soprattutto se questi malumori dovessero arrivare da un elemento col peso di De Bruyne, uno che ha dato già segnalii di malcontento alla fine della scorsa stagione, sfogandosi contro il calcio di Antonio Conte.
