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Nuova Zelanda, entro il 2050 stop ai gatti randagi per proteggere la fauna

Nuova Zelanda, entro il 2050 stop ai gatti randagi per proteggere la fauna

In Nuova Zelanda è stato previsto uno stop ai gatti randagi entro il 2050. Lo Stato ha scelto di ampliare uno dei programmi più discussi degli ultimi anni: Predator Free 2050, il progetto nazionale che mira a eliminare i predatori responsabili del declino della fauna autoctona. Dopo un iniziale ripensamento, il governo ha deciso di includere anche i gatti randagi nel piano, affiancandoli a specie come ratti, opossum, furetti e donnole.

Nuova Zelanda, entro il 2050 stop ai gatti randagi per proteggere la fauna
Fonte foto da Pixabay

Il ministro della Conservazione, Tama Potaka, ha spiegato ai media locali che i gatti randagi sono degli “assassini a freddo“. Secondo il governo, la loro presenza esercita una pressione costante su uccelli, pipistrelli, lucertole e insetti, specie spesso uniche dell’ecosistema neozelandese. Molte di queste popolazioni non dispongono di difese naturali contro predatori introdotti dall’uomo e continuano a diminuire anno dopo anno. Per raggiungere l’obiettivo del 2050 sono allo studio diverse soluzioni, tutte pensate per le zone in cui i gatti vivono allo stato selvatico. Tra le opzioni valutate compaiono esche avvelenate, come salsicce trattate con sostanze tossiche e dispositivi installati sugli alberi in grado di spruzzare veleno sugli animali al loro passaggio.

Misure controverse, che sarebbero necessarie per riportare equilibrio negli habitat naturali. Il ministro ha ricordato come molte comunità chiedano riserve, spiagge e sentieri boschivi più ricchi di uccelli nativi e meno esposti ai predatori. Il governo ha comunque chiarito un punto fondamentale: i gatti domestici non rientrano in alcun modo nel piano di eradicazione. La Nuova Zelanda, ha sottolineato Potaka, è un Paese con milioni di proprietari di gatti, e gli animali che vivono in famiglia non sono coinvolti. La gestione responsabile dei gatti di casa resta però parte della strategia più ampia: microchip, sterilizzazione e limitazione dell’accesso alla fauna selvatica continuano a essere elementi fondamentali per proteggere gli animali nativi.

Gatti randagi
Fonte foto da Pixabay

Il Piano della Nuova Zelanda per dare uno stop ai gatti randagi rappresenta una fase delicata per il Paese: da una parte la necessità di salvare specie uniche al mondo, dall’altra un confronto costante sulle modalità scelte per farlo. I prossimi anni mostreranno in che modo la Nuova Zelanda riuscirà a bilanciare conservazione, etica e convivenza con una delle specie più amate.

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