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Clima, secondo rapporto dell’ONU sta aumentando la repressione contro gli attivisti ambientali

Clima, secondo rapporto dell’ONU sta aumentando la repressione contro gli attivisti ambientali
save the planet

Negli ultimi anni, chi si batte per la tutela del clima e dei diritti umani si trova sempre più spesso sotto attacco. Mary Lawlor, relatrice speciale dell’ONU per la difesa dei diritti umani, denuncia una crescente ondata di repressione a livello globale, che colpisce attivisti impegnati in proteste pacifiche, disobbedienza civile e azioni legali. Paesi come Regno Unito, Germania, Francia e Stati Uniti, pur dichiarandosi sostenitori dei diritti umani, sono tra i più impegnati a limitare e criminalizzare il dissenso climatico. Tra le pratiche più diffuse vi sono la sorveglianza, le cause legali intimidatorie (SLAPP) e accuse penali infondate, volte a mettere a tacere chi difende l’ambiente.

Repressione istituzionalizzata e casi emblematici

Il rapporto “Punti di svolta: difensori dei diritti umani, cambiamento climatico e una transizione giusta”, che sarà presentato all’Assemblea Generale dell’ONU il 16 ottobre, documenta come la repressione si manifesti anche con violenze della polizia e con l’etichettatura di “terrorismo” nei confronti di movimenti ambientalisti. Esempi emblematici arrivano dal Regno Unito, dove attivisti pacifici sono stati incarcerati per proteste, e dagli Stati Uniti, dove migliaia di persone sono state perseguite per le loro azioni contro infrastrutture petrolifere. La stessa strategia di repressione si riscontra anche in altri Paesi come Vietnam e Kenya, dove difensori ambientali affrontano carcerazione e violenza solo per aver esercitato il diritto di protesta.

Diritti umani, ambiente e una chiamata alla giustizia

Mary Lawlor ribadisce che chi si batte per la tutela ambientale si fa portatore degli interessi globali e della difesa dei diritti umani fondamentali: garantire il diritto a un ambiente sano, alla salute, all’acqua e al cibo. Agire non è solo legittimo, ma è necessario in un contesto di emergenza climatica e politica. Lawlor invita quindi i governi a cessare la repressione e a collaborare con gli attivisti per garantire una transizione giusta, sostenibile e rispettosa dei diritti di tutti, ricordando che nessun interesse economico o potere deve prevalere sui diritti di miliardi di persone.

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