Non l’abbiamo mai vinta in tutta la nostra storia, e chissà che questa non possa rivelarsi la volta buona. Perché l’Italia che è atterrata alle Finals di VNL non ha lasciato nulla di intentato: col ritorno di tutti i big De Giorgi ha alzato l’asticella, come dimostrano le tre vittorie ottenute nella week 3 di Osaka, arrivate peraltro in una situazione da win or die (in realtà ne sarebbero bastate due di vittorie per garantirsi il pass alle finali di Ningbo, ma un conto è saperlo prima e un altro scoprirlo dopo aver giocato le ultime partite…). Così il prossimo 30 luglio saranno gli USA a testare le ambizioni del sestetto azzurro, che se vorrà ambire all’oro avrà comunque una strada costellata da ostacoli probanti.
- Il diesel Italia (col rientro dei big) ha pagato dividendi
- Italia-USA sfida di valore, poi occhio al Giappone
- Antropova ed Egonu all’assalto dell’Olanda
Il diesel Italia (col rientro dei big) ha pagato dividendi
L’aver chiuso la fase a gironi al quarto posto ha comunque reso giustizia al percorso fatto da un’Italia che ha raccolto anche meno rispetto a quanto ha seminato. Otto le vittorie raccolte nelle 12 partite disputate, di cui tre per 3-0, quattro per 3-1 e una per 3-2. Delle 4 sconfitte incassate, tre sono arrivate al tiebreak e solo una per 3-0, peraltro pure sorprendente contro quell’Ucraina che per la prima volta s’è qualificata per le Finals, estromettendo all’ultima curva nientemeno che i vicecampioni del mondo in carica della Bulgaria di Chicco Blengini.
Quel ko. (era la sesta gara del totale) aveva messo a serio rischio il percorso azzurro verso Ningbo, ma le successive vittorie contro Brasile (grande delusa di stagione: prima eliminazione nella fase a gironi della storia verdeoro) e Slovenia avevano rimesso in carreggiata Bottolo e compagni.
A Osaka con i ritorni di Giannelli, Romanò e Balaso tutto è risultato essere più semplice, anche dopo il ko. contro i funamboli giapponesi. Che con ogni probabilità risulterebbero essere l’ostacolo da affrontare in semifinale, avendo un quarto di finale piuttosto agevole contro la Cina (qualificata solo perché Paese ospitante, nonostante una fase a gironi improponibile fatta di una sola vittoria a 11 sconfitte).
Italia-USA sfida di valore, poi occhio al Giappone
Il precedente stagionale contro gli Stati Uniti ha visto l’Italia imporsi per 3-2 poco più di un mese fa, nella sfida disputata a Ottawa (23 punti di uno scatenato Luca Porro, 14 per Bottolo, 10 per Rychlicki e Mati). Non sarà comunque un confronto agevole pensando all’esperienza di elementi come il 39enne Anderson, mentre c’è curiosità per vedere all’opera il neo acquisto di Piacenza, Merrick McHenry, e altri volti noti come Defalco, Averill, Christenson e Robinson.
De Giorgi invece sono ormai piuttosto delineate: la diagonale Giannelli-Romanò è intoccabile, di banda con Bottolo il posto se lo contendono di volta in volta Luca Porro e Lavia (mancando Michieletto), mentre nel reparto dei centrali la certezza ha il volto del 20enne Pardo Mati, praticamente inamovibile per quanto visto nelle ultime settimane, con Galassi e Sanguinetti a loro volta alternati al suo fianco (oltre a Balaso libero).
Italia-USA scenderanno in campo giovedì 30 luglio alle 9 italiane, poco meno di 24 ore dopo rispetto a Giappone-Cina (mercoledì 29, ore 13,30). Dall’altra parte del tabellone aprirà il programma l’incontro tra Slovenia-Turchia (29 luglio, ore 9 italiane), mentre lo chiuderanno Polonia-Ucraina (30 luglio, ore 13,30).
Antropova ed Egonu all’assalto dell’Olanda
Prima degli uomini c’è però da riportare a casa da Macao il titolo femminile, con le ragazze di Velasco impegnate mercoledì mattina alle 10 italiane contro l’Olanda in un quarto di finale che qualche incognita la presenta. Le azzurre, qualificatesi al secondo posto alle spalle gli USA, vincendo avanzerebbero in semifinale a sfidare la vincente della sfida tra Brasile e Giappone, mentre dall’altra parte del tabellone gli USA affronteranno la Cina e la Turchia il Canada.
La curiosità degli addetti ai lavori ruoterà attorno alle scelte di Velasco, che sin qui ha sempre schierato Antropova titolare in posto 2 anche quando è tornata a disposizione Paola Egonu, rilanciando però nella formazione titolare tutte le altre giocatrici reduci della fatiche mondiali dell’anno passato (Orro, Danesi e Sylla). Le azzurre hanno vinto le ultime due edizioni del torneo: vista la concorrenza, per puntare al tris servirà davvero uno sforzo notevole.
